Antinoeion

Nell'Edificio, venuto in luce nelle campagne di scavo tra il 2002 e il 2005, è stato riconosciuta la tomba tempio progettata per onorare la memoria del giovane Antinoo, morto tragicamente nel Nilo nel 130 d.C.

La costruzione, che i bolli laterizi collocano cronologicamente dopo il 134, negli anni del ritorno di Adriano dall’Egitto, si caratterizza sicuramente come luogo legato al mondo egizio, di cui colpiscono, a livello di planimetria, le somiglianze con il Serapeo del Campo Marzio a Roma (esedra semicircolare, presenza di vasche , ripartizione in cortili, accesso attraverso archi monumentali, presenza dei due templi affrontati) e con il santuario isiaco di Industria presso Torino. Anche la ricostruzione dei due templi sembra trovare significative analogie con sacelli votati ad Iside (Pompei, Serapeo Campense). Ripartizione in cortili delimitati da muri separati da angusti corridoi, insieme alla presenza di acque e fontane si trovano anche nei serapei egizi di Alessandria, articolati in strutture orizzontali, con esedre.

Si tratta dell'unico edificio del complesso residenziale che, oltre ad aver restituito una serie cospicua di sculture di soggetto egizio, presenti una caratterizzazione in stile egittizzante anche degli elevati e per questo può essere considerato un 'ricordo di viaggio'.

Esperto d’arte  e conoscitore della cultura greca come lo erano i Romani del suo rango, legato ad Atene, sebbene non trascuri le altre capitali dell’Oriente - Alessandria, Antiochia ed Efeso - Adriano appare particolarmente sensibile al fascino di liturgie orientali e misteriche, alle quali viene peraltro iniziato, che esercitarono una significativa influenza sul mondo romano anche sotto il profilo culturale.

 

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