Sala dei Filosofi

Si tratta di un’imponente sala absidata, con accesso principale da nord attraverso due colonne in antis, il cui nome è dovuto alla presenza di sette nicchie nella parete di fondo ove si è ipotizzato che fossero collocate le statue dei sette saggi.

L’ambiente era interamente rivestito di marmo, come documentano le impronte delle lastre sulla malta di allettamento lungo le pareti e i fori per le grappe di sostegno, e la rapida descrizione di Pirro Ligorio ci permette di ricostruire almeno in parte l’aspetto originario della sala, rivestita di porfido sia sulle pareti che sul pavimento e probabilmente coperta da un soffitto a cassettoni.

Alcuni ritengono che si trattasse di una biblioteca e interpretano quindi  le nicchie come scaffali per i volumina; tuttavia, la scarsa accessibilità delle rientranze, che si impostano al di sopra di un alto zoccolo, sviluppandosi per un’altezza di 3 metri, nonché la loro presenza solo sulla parete di fondo, sembrano far propendere per altre ipotesi.

Considerati l’ampiezza della sala, l’insistito impiego del porfido, la contiguità con il Pecile da un lato e il Teatro Marittimo dall’altro, ciascuno raggiungibile attraverso due ingressi, appare forse più motivata l’identificazione con una sala di attesa per gli ospiti. Le nicchie potevano ospitare un ciclo statuario, riferibile alla famiglia imperiale.

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