Edificio con Pilastri Dorici

A ridosso del Triclinio Estivo e delle esedre di impianto repubblicano, nella seconda fase edilizia della villa venne realizzata una struttura di collegamento tra più zone del Palazzo, una sorta di cerniera  fra gli ambienti allineati sull’asse orientale e quelli dislocati sul lato opposto; da qui si potevano raggiungere il Triclinio Estivo, l’Edificio con Peschiera, il Peristilio Esterno e la Piazzad’Oro.

Tramite un corridoio pavimentato a mosaico decorato con piccoli rombi di colore diverso, si accede ad un vasto ambiente rettangolare porticato con pilastri scanalati e trabeazione a metope e triglifi di tipo dorico (da cui la denominazione di Sala con Pilastri Dorici); il portico, in parte ricostruito negli anni Cinquanta, era coperto con volta a botte e rivestito di lastre di marmo sia sulle pareti che sul pavimento.

Assai discussa è la questione della copertura della zona centrale, pavimentata con lastre di bardiglio disposte in diagonale: alcuni ritengono che i pilastri sostenessero un tetto a padiglione, altri ipotizzano che l’ambiente fosse scoperto e si trattasse quindi di un grande cortile piuttosto che di una vera e propria sala.

Dal lato occidentale ci si immette nell’ambiente principale, fiancheggiato da corridoi e prospiciente un secondo portico, questa volta sorretto da colonne; oltre il portico, era uno spazio aperto sistemato a giardino e concluso da un’abside: al centro della parete semicircolare, arricchita di nicchie, era collocato un gruppo statuario, di cui resta il basamento. Le indagini di scavo, che hanno dimostrato l’esistenza in quest’area di una sistemazione a verde, hanno consentito di rigettare l’ipotesi che questa fossela Saladel Trono di Adriano.

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