Edificio con Peschiera

L’edificio, costituito da due corpi contigui, si sviluppa su tre livelli, collegati internamente da scale in muratura, di cui quello intermedio, caratterizzato da ambienti più modesti e notevolmente più bassi, con stretti corridoi, è identificabile con un piano di servizio. La caratteristica principale della struttura è infatti quella di avere quasi tutte le stanze del piano superiore dotate di suspensurae; e quindi è possibile che i vani di questo livello fossero riscaldati. A questa peculiarità si deve la denominazione di Palazzo d’inverno.

Tenuto conto della posizione dominante dell’edificio rispetto a quelli contigui, della sua centralità nell’ambito della villa e della ricca decorazione parietale e pavimentale in marmo, oggi ricostruibile solo in base alle impronte nella malta di allettamento e ai fori per le grappe di fissaggio delle lastre, è verosimile che si tratti della residenza vera e propria dell’imperatore, utilizzabile anche nella stagione invernale, data la possibilità di riscaldamento.

La struttura ripete negli elementi costitutivi la tipologia di una residenza imperiale, dotata di sale di rappresentanza e di una serie di vani minori, con peristilio e criptoportico per passeggiare al sole o all’ombra, a seconda della stagione, nonché di un ampio giardino con spazi per pranzi nella stagione estiva, riconoscibile nell’adiacente Ninfeo-Stadio. Come nella maggior parte degli edifici del Palazzo Imperiale, anche in questo caso la sfarzosità e il lusso dell’arredo architettonico ha determinato nel corso dei secoli la spoliazione sistematica di tutti i marmi delle pareti e dei pavimenti e inoltre di colonne e trabeazioni, in funzione di un loro reimpiego in nuovi edifici; tuttavia, benché resti oggi solo la struttura portante del padiglione anteriore, è ancora apprezzabile l’imponenza degli ambienti e in particolare della vasta sala con affaccio sul Ninfeo-Stadio, probabilmente utilizzata per banchetti o cerimonie nella stagione invernale, dalla quale si poteva vedere il giardino del Pecile e spaziare con lo sguardo sulla campagna, verso Roma.

In posizione arretrata è un ambiente caratterizzato da un grande basamento sopraelevato e fiancheggiato da colonne, che potrebbe aver avuto la funzione di sala per udienze; nei pressi, sul lato meridionale, erano ubicate latrine singole, ricavate nello spessore dei pilastri che sostenevano la volta a crociera di un ambiente absidato.

Alle spalle della zona residenziale, si trova la Peschiera, una grande vasca rettangolare arricchita da un ciclo statuario, come indica la presenza di nicchie a distanze regolari lungo il bordo, e circondata da un ampio portico con colonne corinzie, pavimentato in opus sectile; fra il portico e la piscina venne realizzato, a scopo esclusivamente funzionale, un corridoio ribassato, scoperto e pavimentato a mosaico: nel dislivello, lungo i lati esterni, si aprono infatti quaranta finestre a strombo, opportunamente protette dal tetto del colonnato, che assicuravano aria e luce alla galleria sotterranea; quest’ultima, ubicata sotto il porticato e accessibile mediante una scala in muratura rivestita di lastre di marmo bianco, tuttora percorribile, è costituita da quattro bracci interamente rivestiti di intonaco: sulle zone conservate si possono ancora leggere le firme di visitatori e artisti famosi, come ad esempio Piranesi; il notevole interro che un tempo riempiva il criptoportico, ha fatto sì che le scritte, spesso corredate dell’anno e della città di provenienza del visitatore, si trovino anche sulla sommità delle volte.

Approfondimenti:

Tecnica e Tecnologica nell'Edificio con Peschiera di Villa Adriana (Benedetta Adembri - Giuseppina Enrica Cinque)

foto Edificio con Peschiera